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La poesia di Franca Grisoni incontra la pittura di Girolamo Romanino

Poetessa fra le più apprezzate nel panorama nazionale, Franca Grisoni ha accolto nel 2015 la sfida di porre la sua lirica dialettale a confronto con l’opera di Romanino, colui che Testori definì “pittore in dialetto”.
Nasce così “Croce d’amore. Crus d’amor”una raccolta di magnifiche poesie che sono testimonianze preziose di un dialogo tra passato e presente nel segno dell’arte e della spiritualità.


 
Giovedì 12 maggio alle ore 18.30, nella splendida basilica di San Salvatore in Santa Giulia, l’autrice interpreterà una selezione di quelle liriche, accompagnata dalle immagini che le hanno ispirate.
La lettura sarà introdotta da Mons. Giacomo Canobbio e da Fabio Larovere.
 
L’evento è promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei nell’ambito del ciclo Romanino. Incontri e sguardi. Quattro appuntamenti attorno a Romanino.
 
Franca Grisoni 
Croce d'amore. Crus d'amur
Passione in versi ispirata dai capolavori del Romanino 
con tavole d’arte; presentazione di Giuseppe Langella e nota di Fabio Larovere
Interlinea, pp. 88, euro 12
«Tua la croce d’amore / l’alta bandiera del regno / da piantarci in cuore» scrive Franca Grisoni rivolgendosi a una donna, Maria, di cui narra la vita accanto al figlio Gesù («Tò la crus d’amur / l’alta bandiera del regn / da piantane nel cör»). È un viaggio in versi, nel dialetto lombardo del lago di Garda, a confronto con opere del pittore cinquecentesco bresciano Romanino. I dipinti si offrono allo sguardo dell’autrice quale luogo fisico in cui le tappe della passione prendono corpo tra poesia e arte: «E tu, pittore, senza parole, / come lo hai sperato / lo mostri: / vuoi farcelo sperare».
 
Franca Grisoni è nata a Sirmione, dove vive. In collaborazione con istituzioni pubbliche e private organizza corsi biblici ed eventi culturali. Collabora con il “Giornale di Brescia”, “Paragone Letteratura”, “Città & Dintorni” e “Psicogeriatria”. Scrive nel dialetto di Sirmione. Ha pubblicato: La böba, prefazione di Pietro Gibellini, San Marco dei Giustiniani, Genova 1986 (Premio Bagutta opera prima); El so che te se te, Pananti, Firenze 1987 (Premio Empoli); L’oter, prefazione di Franco Brevini, Einaudi, Torino 1988; Ura, Pegaso, Forte dei Marmi 1993; De chi. Poesie della penisola di Sirmione, Scheiwiller, Milano 1997 (Premio Viareggio); La giardiniera, L’Obliquo, Brescia 2001; L’ala, prefazione di Giovanni Tesio, Liboà, Torino 2005 (Premio Biagio Marin); Passiù, prefazione di Giovanni Tesio, postfazione di Giacomo Canobbio, L’Obliquo, Brescia 2008; Poesie, a cura di Paola Carmignani, prefazione di Pietro Gibellini, Morcelliana, Brescia 2009 (Premio Salvo Basso, Premio Tirinnanzi); Compagn, prefazione di Giovanni Tesio, postfazione di Giacomo Canobbio, Morcelliana, Brescia 2012 (Premio Nazionale Ponte di Legno Poesia); Medea, con una nota di Franco Brevini, Fondazione Etica-L’Obliquo, Brescia 2012. E inoltre: Appunti sul far critica di Cesare Garboli, Pananti, Firenze 1992; Nel tempo di Mattioli, con uno scritto di Cesare Garboli, L’Obliquo, Brescia 2005. Sue poesie sono state pubblicate su quotidiani, riviste e antologie. 
 
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