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Brescia Musei, le verità, le bugie, le differenti visioni

Il dibattito sul futuro di Fondazione Brescia Musei, e con esso quello sul futuro della politica culturale bresciana, anima i quotidiani locali da settimane.

Ieri ha avuto il suo culmine in Commissione Bilancio, convocata su richiesta della minoranza, per audire il cda di Fondazione Brescia Musei in merito al nuovo statuto della stessa. Come sicuramente sapete il cda nei giorni scorsi ha riconsegnato il mandato nelle mani del Sindaco, sono dimissionari i membri del consiglio e di conseguenza la commissione si è trasformata nell'audizione si Sindaco e vicesindaco sul futuro della Fondazione.




Fino ad oggi non sono intervenuto sul blog, la situazione era molto fluida, ma pare sia giunto il momento. 

Quello che ho sentito in Commissione non solo rappresenta una visione parziale e non sempre veritiera delle cose (leggere per intero il post per comprendere), ma rappresenta una visione di città completamente differente dal mio e, come nel caso delle patatine, forse è il caso di esplicitarlo. Lo dico anche perché, su come immaginiamo il futuro della città, si incentrerà il dibattito politico dei prossimi anni e, scrivendo, le cose rimangono "a verbale" e non possono essere cancellate o rimangiate come spesso qualcuno fa.



Partiamo dalle cose dette o dette a metà, le verità o le mezze verità.

Parto da una della citazioni di oggi: "Anche la Camera di Commercio è dubbiosa sullo Statuto, lo dice lo stesso presidente Ambrosi". A supporto di tale tesi, per per farla apparire ancora più veritiera, viene presa la rassegna stampa e direttamente letta la dichiarazione del Presidente Giuseppe Ambrosi: 
"La decisione è motivata esclusivamente dal fatto che, in un momento in cui il legislatore sta fortemente limitando il raggio di azione delle società e degli organismi partecipati dagli Enti Pubblici ad ambiti di stretta competenza istituzionale, l'Ente camerale ha ritenuto opportuno rinunciare a partecipare ad un organismo che andrà ad assumere compiti di natura gestionale di beni altrui, non ravvisando in ciò alcuna coerenza con le proprie funzioni"
Apparentemente tutto regolare, peccato che nella lettura della dichiarazione si siano dimenticati di leggere la parte conclusiva del comunicato diffuso da Camera di Commercio, o meglio, hanno declamato l'unico giornale su tre che non cita totalmente le dichiarazioni. "pur condividendo la scelta operata di efficientamento nell'amministrazione del patrimonio artistico e culturale del Comune.” 



Poche righe, quelle mancanti, che fanno cambiare decisamente il giudizio di Camera di Commercio sull'operazione Brescia Musei. 
Chissà come mai, Nini Ferrari dimentica di citare esattamente questo passaggio. Forse perchè le permetteva di mettere in cattiva luce il rapporto tra le due istituzioni. 

D'altronde la posizione di Camera di Commercio è perfettamente in linea con le scelte strategiche attuate dalla nuova Presidenza e che risentono delle difficoltà economiche della stessa. La situazione economico finanziaria dell'ente è evidentemente in difficoltà, contemporaneamente le partecipazioni della società numerosissime e spesso pure frutto di perdita (l'eredità della gestione Bettoni ha lasciato decisamente più ombre che luci e il presidente Ambrosi deve avere sulla sua scrivania rogne decisamente più impegnative della partecipazione in Brescia Musei). 
Camera di Commercio si sta “sfilando” da tutte le partecipate che non considera asset strategici, FBM è tra questi. 

Le falsità o mezze verità in commissione non trovano sosta, e continuano in particolare parlando del lavoro svolto fino ad ora dalla Fondazione: 
"se i dati che circolano – in assenza di cifre accessibili a tutti – sui costi delle due mostre temporanee del 2015 ci parlano di una spesa complessiva di 1,3 milioni di euro, e se i corrispondenti incassi (2016 compreso e sponsor compresi) arriveranno forse a 400.000 mila, partendo dai 275.000 di vendite dei biglietti sopra indicati, allora sbagliamo a dire che le due mostre chiuderanno, nonostante i contributi di fondazioni, Regione e Ministero, con una perdita?" 

Questo è un estratto dal Blog di Francesco Onofri ripreso da più di un quotidiano locale. 



Accuse pesanti che lasciano intravedere problemi di bilancio per la Fondazione. 

Peccato che il consigliere Onofri, o chi per lui, abbia fatto i conti facendo supposizioni e non basandosi su dati certificabili e questo “ fa ballare 1 milione di euro”. 
Si, mancano nelle stime del consigliere Onofri le entrate che modificano radicalmente la situazione. 1,3 milioni i costi, 1,4 le entrate

Esiste la possibilità per i consiglieri comunali di fare richiesta di accesso agli atti e ricevere dati, numeri, percentuali dagli uffici competenti. Perchè il consigliere di Piattaforma Civica non li ha chiesti? O meglio, perchè ha chiesto solo alcuni dati e non quelli che ha utilizzato sul suo blog? 
Perchè allora pubblicare dati frutto di approssimazione o, come dichiarato in commissione, di soffiate da parte dei giornalisti? 
Dati che per altro hanno contribuito a caricare la stampa di negatività con titoloni fortemente critici sugli accessi ai musei e sulla gestione di FBM e della cultura a Brescia, che ad oggi risultano del tutto fuori luogo? 
Un banale errore o la volontà di fornire dati frutto di supposizioni con l'intento di sminuire il lavoro di chi da mesi è impegnato alla valorizzazione del nostro patrimonio? 
Gli errori sui dati proseguono anche quando il consigliere Onofri parla della gratuità dei musei. Afferma infatti che pur non essendo contrario alla politica di gratuità dei musei incentivata dall'amministrazione, ritiene scorretto quando vengono comunicati dati di grande crescita dei visitatori nei musei civici perché essi sono frutto, per appunto, della politica di gratuità. 
Dato smentito poco dopo direttamente dal sindaco Del Bono. I dati parlano chiaro. L'incremento dei visitatori da 70 mila a 150 mila visitatori anno è certezza
I non paganti sono e rimangono una % costante dal 2011 e sono pari a circa il 25%
Quindi, anche tolta tale percentuale, l'incremento di visitatori è evidentemente e oggettivo. Per altro, una specifica non da poco che nessuno dichiara e che, se negli anni passati il dato sulla gratuità era spalmato nel corso dell'anno in modo abbastanza costante, frutto della distribuzione di ticket secondo regole non ben precisate, oggi tali ingressi gratuiti sono concentrati in occasioni ben particolari, riconoscibili e riconosciute: notte bianca della cultura, giornate di gratuità nei musei di tutta Italia promosse dal Ministero ma soprattuto il successo delle settimane nel mese di agosto con gratuità ai musei. A questo si aggiungono bambini con età inferiore ai 6 anni, disabili e accompagnatori... Insomma, non biglietti “agli amici e sodali” come qualcuno ha impropriamente fatto pensare. 



Come mi hanno insegnato a Ingegneria, la facoltà dove mi sono laureato, i dati sono forniti per essere interpretati ma anche per essere smentiti! 

Potrei proseguire, consumare righe e righe per raccontare come con altri tatticismi, si è voluto presentare dati che evidenziassero una verità, facendola passare per la verità anche quando rappresentavano scorrettezze. Per esempio paragonando i dati degli accessi ai musei 2013 e 2014, che comprendendo bigliettazione museo più mostre temporanee, ai dati 2015 privi delle mostre temporanee. Chissà come mai? Guardavano un paragone che mostra un calo a fronte del dato oggettivo che mostra un evidente crescita di ingressi e incassi mi fa dubitare della buona fede.

Potrei andare avanti per molte altre righe, ma mi concentro sul punto più paradossale. 

"Quali saranno allora le mostre temporanee del 2016, visto che non abbiamo ancora avuto modo di sapere che cosa BresciaMusei intende fare, visto che se il finanziamento del Comune a FBM sarà ancora di 2.5 milioni annui, tra manutenzione ordinaria, spese di personale ed eventi, non ci saranno i soldi per organizzare nient’altro?" chiede Onofri dal suo blog, richiede ancora oggi in Commissione. 

Basta leggere i giornali per sapere quali sono i programmi del 2016 che vengono ripetuti in audizione dal Sindaco e dal vicesindaco. “Christo e Jeanne-Claude Water Project”, presentata qualche settimana fa in Triennale a Milano alla presenza dell’artista, inaugurerà il 6 aprile e si chiuderà a metà settembre.



Quella successiva la inaugureremo il 2 ottobre, in coincidenza con la Notte Europea della Cultura, e celebrerà l’anno del centenario del Dadaismo. 

Ma è qui che esce il meglio della visione politica della nostra città. E' il consigliere Tacconi (Lega Nord) a interpretarla. 

"Cosa c'entra Christo con Brescia? Avete preso al volo un artista che fa un installazione sul lago d'Iseo creando una mostra ad hoc in Santa Giulia senza che abbia un legame con il territorio. E poi il Dadaismo. Che c'entra con Brescia? Quale collegamento? Dovreste investire sui pittori bresciani, non su fenomeni lontani dalla nostra cultura". 

Qui le cose da dire sono tante: 

A) la prima è un pensiero personale che mi fa dire che se i musei cittadini dovessero offrire in futuro solo mostre sulla storia e cultura bresciana senza guardare al mondo, al presente, alla contemporaneità, all'arte e alla cultura, mi domando quale cultura vogliamo offrire ai nostri concittadini, quale visione di mondo e di storia ma soprattutto cosa intendiamo per cultura. Qui c'è una differenza sostanziale nelle nostre visioni di Cultura, di Arte e di città, una visione non mediale, una visione non mediale. 
A Parigi ho visto una bellissima mostra su Andy Wharol, mi domando se fosse di origini francesi, a Roma una bellissima mostra su David La Chapelle (era di origini romane??), a Milano arriverà a breve Escher (noto milanese di origini). 
Con quale visione giudichiamo le mostre sulla base del radicamento al territorio della stessa? E questo fare cultura? 

B) "Christo mostra improvvisata, senza legami al territorio, senza senso per Brescia". Così è stata definita oggi. L'installazione di Christo sarà una delle attrazioni mondiali più importanti del 2016 (fonte il Times non il mio blog), una visibilità a livello mondiale per il nostro territorio. Insieme con l'artista, con le istituzioni varie (Brescia Tourism, Lago d'Iseo, Franciacorta, etc). è stata pensata una mostra a Brescia, nella location più prestigiosa, Santa Giulia, che vada oltre le due settimane d'installazione e porti continuità per sei mesi a questo straordinario evento. Una mostra di un livello internazionale che farà avere al Lago d'Iseo e a Brescia una visibilità non paragonabile a nulla mai accaduto in passato. 
Certo, Christo non è bresciano, anzi, non è italiano. Motivo discriminante per non fare una mostra sulle sue opere? decidete voi! 
Peccato sia il più importante artista contemporaneo vivente. 



C) Il dadaismo, cosa c'entra com Brescia? Forse l'avete capito, sono di principio contrario al fatto che a Brescia possano e debbano essere effettuate solo mostre sui bresciani e la brescianità, ma detto ciò forse chi parla non sa che presso i depositi dei nostri musei civici si trovano due bellissime opere di Julius Evola, considerato il maggiore e più interessante esponente del dadaismo italiano oltre che essere presente a Brescia, una delle più importanti collezioni private sul dadaismo che arricchirà le sale del nostro museo per rendere omaggio al centenario del dadaismo. 

D) In tutto ciò rivendichiamo con grande orgoglio il fatto che l'attenzione al territorio, alla brescianità e alle nostre tradizioni non è mancata in questi due anni. Basti ricordare gli interventi sul museo stesso, dalla riapertura del Viridarium, alla riapertura del Teatro Romano, dal collegamento al Capitolium, alla musealizzazione della quarta cella, dalla nascita del Parco Archeologico alla cantierizzazione (con fondi a bilancio) per il completamento della Pinacoteca Tosio Martinengo. Non dimentichiamo poi le mostre su Brixia e Le Genti del Po (che proprio della nostra storia e tradizioni parla), di quella su Pitocchetto (coinvolgendo anche Castello di Padernello, la Fondazione Ugo da Como, la Fondazione Sorlini) su Ugo Mulas (il grande fotografo del 900 nato a Pozzolengo e rimasto legato alla sua terra d'origine , da quella sulla Civica Liuteria Bresciana a Expo 1904 dedicata all'esposizione universale che si tenne in Castello, dalle opere della Pinacoteca in mostra con l'allestimento dell'Ospite Eccellente all'esposizione del restauro dello stendardo delle mercanzie (resturo della scuola di Botticino) . 



Si possono certamente criticare le scelte culturali fatte fino a oggi, di certo non si possono contrastare i dati. 

 +49% di visitatori ai musei;
+ 9% di studenti per le attività didattiche;
+19% di utenti al cinema Eden; 
+ 53% di studenti al progetto cinema/scuola Eden;
+22% delle presenze turistiche in città;

Reazioni: 
teatro romano 302745147552688287

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