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Nuovo dormitorio per la San Vincenzo. Risultato raggiunto, ma quante strumentalizzazioni

Non credo ci sia bisogno di spiegare ai bresciani cos'è la San Vincenzo.

Un'associazione che si occupa di aiutare persone in difficoltà e che nel 2014, solo per citare qualche dato, ha erogato 388.000 euro sostenendo 3.046 persone. Maggiori dettagli sulle attività le trovate al seguente link.

Da qualche mese è stato avviato l'iter per trovare una soluzione alternativa a quella attuale in Contrada Sant'Urbano. Un iter che è stato davvero complicato e che ha trovato una svolta con un bando e la successiva concessione di un'area in via Trivellini (zona via Milano).

Un iter che ha visto esplicitarsi, nelle numerose commissioni in cui se n'è discusso, enormi dubbi e perplessità da parte di una vasta parte delle opposizioni. Non solo Mattia Margaroli (FI), che con coerenza ha votato contro anche in Consiglio Comunale a fronte dei suoi dubbi sulle ricadute nel quartiere di via Milano (insieme a Laura Gamba del M5S), ma da parte di molti altri esponenti dell'opposizione che dubbi, nel corso del tempo ne hanno espressi finendo con un voto favorevole poi in Consiglio Comunale.

Non solo un cambio inaspettato di strategia, ma anche un emendamento che chiede di escludere dagli oneri previsti a fronte dell'intervento la San Vincenzo. La tesi è chiara, "si chiedono oneri ad Onlus, scandaloso"




Sono concorde sul tema, ma purtroppo accade cosi da anni nel silenzio più totale. L'assessore Tiboni ha comunicato sui giornali un provvedimento di giunta per cambiare le norme in tema, eppure, l'emendamento è arrivato proprio da chi questa delibera ha cercato in tutti modi di ostacolarla ma soprattutto, da chi sa perfettamente che non si può escludere dagli oneri cosi, a caso, una singola delibera quando tante altre, fino ad ora, con le medesime condizioni, non sono state toccate da emendamenti simili.

Ho cercato di dimostrarlo nel mio intervento. Ho cercato di spiegare, con rammarico, il mio voto negativo. Riguardandomi  l'intervento mi vedo più stizzito del solito nel parlare, ma il caso che cito è emblematico. Poco prima abbiamo votato, all'unanimità, una delibera a favore della La Mongolfiera Onlus che ha inseriti degli oneri per l'intervento richiesto. Nessun intevento sul merito, nessun emendamento per toglierli. Eppure le finalità sono le medesime, l'importanza anche. Perchè questa differenza di approccio? 

Di seguito il mio intervento, a cui aggiungo per chiarire, sono, siamo concordi ad una norma che escluda tutte le onlus dal pagamento degli oneri su interventi urbanistici per le loro attività (e la porteremo a breve in consiglio comunale) ma il principio deve essere il medesimo per tutti, altrimenti finiamo solo per ragionare in modo soggettivo.
Qualcuno avrà sicuramente venduto alla San Vincenzo la mancata volontà della maggioranza di togliere gli oneri dal provvedimento, io ribadisco con fierezza di averlo fatto, non perchè non attento al lavoro della stessa, anzi, ma perchè le norme devono essere uguali per tutti, quanto meno per tutte le onlus, e le strumentalizzazioni politiche di questi temi sono davvero di cattivo gusto.




Riporto anche l'intervento, altrettanto caloroso, del presidente della Commissione Urbanistica Aldo Boifava, che prosegue il mio ragionamento sul tema


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