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L'ideologia Gender, il Molise, e la Cia che ha abbattuto le Torri Gemelle.

Brescia è capitale di tante cose. Dell'industria, del Terzo Settore, del volontariato, della generosità. Cerca di diventare capitale della Cultura, della ricerca ospedaliera e via dicendo..

Non solo primati positivi purtroppo.

Siamo anche capitale dell'ideologia Gender. Con le sentinelle in piedi, con decine di convegni organizzati per combattere "l'ideologia che distruggerà i nostri figli", con la volontà di creare una scuola anti gender fortunatamente sfumata per mancanza di adesioni.

Ieri si è di nuovo inasprita la polemica dopo che il comune di Prevalle, con sindaco della Lega Nord, ha usato i pannelli luminosi del comune (quelli che dovrebbero dare informazioni di pubblica utilità) per dire che l'amministrazione comunale è contro l'ideologia Gender nelle scuole.



Le polemiche sono divampate dopo pochi minuti che la foto è apparsa sui social. Tanti a contrastare l'iniziativa, tanti a sostenerla.

Ma il punto è un altro. Siamo riusciti, in una città come Brescia, a montare un caso su questa ideologia Gender che non esiste, o meglio, che nessuno sa spiegare. 

Perchè a me piacerebbe poter dire di essere a favore o contrario all'ideologia Gender, ma ancora devo ben capire di cosa si tratta.

Lo domando oramai da mesi, a chi la contrasta. Ma le risposte sono sempre vaghe e confuse: vengo sempre rimandato a siti internet, libri e convegni del prof. Gandolfini. E io domando sempre: bene, prometto di informarmi, di acquistare questi libri, di andare prima o poi ad un convegno del prof. Gandolfini (più che prima in realtà, ndr), ma tu, che ora sei preoccupato/a per la diffusione di questa teoria, spiegami il perchè.

Quello che ho sentito è stato davvero vario.

Una signora mi ha detto che le hanno spiegato come la teoria gender, in Francia, fa si che ai bambini venga insegnato a masturbarsi a scuola già all'asilo. Un altra (questo non è probabilmente dovuto ai diffusori di notizie quanto al gioco del telefono senza fili), mi ha ripetuto la stessa cosa ma riferita ad alcune scuole materne della Toscana. Poi la notizia è passata in Veneto, poi in Puglia per finire nelle materne del Lazio. Ovviamente su internet non si trova traccia della notizia. Il perchè è abbastanza chiaro a tutti. Le maestre hanno paura di prendere in braccio i bambini al giorno d'oggi, di sgridarli, di dargli un brutto voto perchè il rischio di trovarsi un genitore a scuola con la famosa frase "lei come si permette" è troppo elevato. Figuriamoci se si mettono a far tirar fuori i "pistolini" per insegnargli qualcosa che è naturale dai tempi di Adamo ed Eva. 

Poi ci sono altri, che mi raccontano come facciano vestire i maschi da femmina e le femmine da maschi, con l'intento di far provare ad ognuno il rispetto per l'altro. Il rischio, mi dicono, è quello di indurli in tentazioni omosessuali! Non so se davvero sia successo questo, ma di sicuro so che non sarà facendo vestire da femmina un bambino che diventerà omosessuale e viceversa. Forse, quando sarà adulto, imparerà semplicemente a rispettare che si sentirà diverso facendogli capire che diverso non è.

Non ricordo di aver fatto questo gioco all'asilo, ma ricordo un saggio di fine anno, in cui la mia parte era suonare il tamburo. Ne ho un perfetto ricordo anche grazie ad una bellissima foto. Il tema erano i popoli del mondo. Ci fecero pitturare tutti di nero per sentirci uguali ad una ragazza di colore nella nostra classe che ci insegnava le sue danze locali. Credo che nessuno che arrivi dalla mia classe e il mio asilo abbia dimenticato quel momento. Nonostante ciò, nessuno di noi è diventato di colore, e viceversa, quella bellissima bambina è diventata una bellissima donna italiana, di colore e tutti noi persone più sensibili e meno razziste.



Oggi il vicesindaco di Prevalle, rispondendo ad una mi provocazione su facebook su quanto accaduto, mi dice di leggermi alcuni libri, di informarmi su www.lacrocequotidiano.it, di studiarmi il caso dell'asilo nido Cecchina di Roma, per esempio. 



Bene quei libri probabilmente li comprerò, ora sono troppo curioso, ma vorrei soffermarmi sul sito www.lacrocequotidiano.it.
L'ho aperto e mi è bastato leggere la pagina "chi siamo" per capire che forse, se ci si basa sulle notizie derivanti da questo sito, è come impostare una campagna elettorale sulle notizie provenienti dal sito lercio.it.

La pagina "chi siamo" dice esattamente cosi:

La croce Quotidiano è organo dell'associazione "voglio la Mamma" registrato al tribunale di Roma il 21 ottobre 2014 al numero 235/2014.
Direttore Responsabile: Mario Adinolfi



Chi è Mario Adinolfi? un famosissimo difensore della "famiglia tradizionale", divorziato e risposato a Las Vegas, ovviamente.

Recentemente, solo per far capire chi scrive in merito alle teorie gender, ha dichiarato a "La Zanzara" su Radio 24 le seguenti frasi:

“Sono contrario ai preservativi, non li uso e sono contrario. Abbassano il piacere e interrompono il momento”. Quando i conduttore Giuseppe Cruciani eDavid Parenzo gli hanno fatto notare che i condom salvano dall’Aids, lui risponde così: “No, è solo propaganda. La soluzione è la sessualità responsabile. In Africa muoiono perché non c’è una sessualità responsabile, non perché non usano il condom. I preservativi – prosegue Adinolfi - abbassano il piacere e interrompono il momento. Io non li ho mai usati, anche quando da giovane ero scapestrato. E ancora: “La malattia la eviti se vai con le persone con cui sai che puoi andare” Ma non bisognerebbe distribuire i condom nelle scuole, insistono i conduttori?: “Il preservativo di stato non esiste. Qualcuno può dire ai ragazzi di 18 anni che non è obbligatorio farsi il primo che passa? A mia figlia di 19 anni dico: conservati per il tuo sposo. Se possibile fai sesso responsabile, oppure non farlo”. E poi scatenato sui rapporti tra uomo e donna: “La condizione ideale – dice ancora Adinolfi - è quella di avere un solo uomo o una sola donna nella vita, io non lo posso dire ma invidio chi ha questa possibilità”. Non solo. Adinolfi aggiunge: “La moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia. Sottomessa significa messa sotto, cioè la condizione per cui la famiglia possa esistere. Una donna mite. E sottomessa non significa che non c’è la parità, sono due cose diverse”

Ecco, diciamo che dopo aver letto questo ho volentieri chiuso il sito e non baso le mie opinioni su quanto scritto da questo signore.

Ultima ulteriore prova?

I fatti accaduti all'asilo Cecchina di Roma.

Vi prego fatelo, googlate "Asilo cecchina di Roma teoria Gender". Vengono molti risultati, anche se le versioni sono davvero differenti. Si narra di fiabe gender divulgate, libri gender, volantini. Mai ovviamente un riferimento. Mai ovviamente un titolo.

Salvo un articolo, questo, che parla in particolare di un libro, Piccolo Uovo scritto da Francesca Pardi e illustrato dal padre di Pimpa, Altan. Qual'è il reato di questo libro?

lo dice lo stesso denunciatore in un virgolettato:

"si parla della parità dei diritti per tutti, di un uovo che conosce tanti tipi di famiglie. L’uovo dice che nel suo nido ci sono tanti tipi di famiglie, tra cui le famiglie arcobaleno e che i bambini possono avere due mamme o due papà"



Questa è la teoria gender quindi, da cui dobbiamo difendere i nostri figli?
Dobbiamo davvero evitare di raccontargli quello che normalmente gli accadrà nell'interfacciarsi con altre persone, aiutandoli a non discriminare ed anzi, apprezzare il vero amore al di la di chi lo esprima? Perchè sarà normale, per qualsiasi bambino, trovare in classe o nella vita qualcuno che avrà due mamme o due papà, che siano omosessuali, che abbia genitori divorziati o vedovi. Facciamo finta che questo non esista?

Se quello che si contesta, è non mostrare la famiglia sempre e comunque come quella del Mulino Bianco, probabilmente quella che tutti avremmo desiderato, ma che nessuno può realmente dire di avere, nelle sue mille sfaccettature, positive e negative, bhe, forse far crescere i figli con rispetto per gli altri e senso della realtà non è nulla male. Vorrei i miei figli non giudichino le famiglie altrui per numero di componenti e numero di volte che li vedranno a messa la domenica mattina, ma per la quantità di amore che vedranno ricevere ai loro compagni dai rispettivi genitori. Le uniche famiglie che vedo, sono quelle in cui c'è amore! E anche la seconda famiglia di Adinolfi potrebbe essere rinosciuta in questo insieme.

E prima di parlare, bisognerebbe sempre informarsi su siti autorevoli e oggettivi. Perchè se vogliamo dirla tutta, su internet si trovano decine di siti che ci raccontano come le torri gemelle siano state abbattute dalla CIA, o come il Molise non esista!

Ma la realtà mi sembra leggermente differente!


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