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TAV: ipotesi Brescia vs ipotesi Montichiari (appunti dalla Commissione Mobilità)

In Commissione Mobilità l'ass.re Manzoni ha aggiornato i commissari relativamente agli sviluppi relativi il futuro tracciato della TAV nella tratta Treviglio - Verona.

La novità vera che emerge è quella di un'apertura sostanziale di RFI ad un tracciato nuovo rispetto a quello previsto da anni dello Shunt di Montichiari parallelo alla corda molle. Tale ipotesi privilegia invece il quadruplicamento della linea attuale e quindi il passaggio per la città di Brescia. A tal proposito, RFI avrebbe avviato uno studio di pre-fattibilità tecnica di cui ancora non abbiamo notizie.




L'ass.re e quasi la totalità dei commissari hanno applaudito tale scelta nella convinzione che essa permetterà maggiori fermate nella nostra città e conseguentemente un maggior peso per essa nei traffici passeggeri (contraria solo Laura Gamba M5S per motivi anti TAV)

Il mio intervento, a nome di Brescia per Passione è stato l'unico critico su tale ipotesi ponendo alcune questioni sostanziali su due temi, sia quello del senso della TAV stesso a queste condizioni (partendo dal pressupposto che non abbiamo mai negato di essere favorevoli), sia sui disagi che tale scelta potrà provocare ai cittadini.

Ecco il sunto del mio intervento:
  1. Si dice che la Linea TAV Milano Venezia, per la conformazione demografica della Pianura Padana, non potrà reggere senza fermate intermedie e da qui la richiesta di fermata a Brescia come d'altra parte stanno chiedendo a gran voce anche Verona, Padova etc.
    La domanda sorge spontanea. Se facciamo la TAV per andare a 300 all'ora, che senso ha che si fermi ogni 100 chilometri in ogni città visto che impiega circa 100 chilometri per raggiungere la velocità massima? Non è l'esatta riproduzione dell'attuale Freccia Bianca? Ha senso spendere milioni di euro per tale soluzione? Se vogliamo un TAV che fermi in ogni città, non ha senso investire sull'attuale rete per migliorarla e renderla tecnologicamente ancora più avanzata? Al contrario, se vogliamo una vera TAV che vada a 300 all'ora e fermi solo in alcuni casi in città, non è più conveniente che passi dallo Shunt di Montichiari evitando di portare inquinamento acustico e di vibrazioni nel nostro centro città
  2. Quali disagi provocherà il quadruplicamento della linea in uscita? Quanto edifici dovranno essere abbattuti nei quartieri ad est della città (Viale Piave e via dicendo), quanti sottopassi e quanti sovrappassi, quante case non verranno abbattute ma vedranno le barriere anti rumore a 2 metri dalle proprie finestre? E questo un elemento migliorativo per tali quartieri? e poi, ponendo il fatto che anche una fasulla TAV possa far fermare la maggior parte dei treni nella nostra città, quelli fast, cioè quelli che non faranno fermata, passeranno in uscita da Brescia a che velocità, provocando quali effetti sulla vita della città?
Le nostre riflessioni sono state ascoltate ma sono ad oggi isolate. Spero qualcuno possa dire la propria opinione al più presto relativamente ai due temi che ho posto. Di sicuro, quando avremo in mano lo studio di pre-fattibilità di RFI, alcuni dubbi verrano confermati o, al contrario, chiariti.
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