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Qualche informazione in più sulla vicenda Aeroporto di Montichiari

Su quale sia il mio/nostro pensiero sul futuro di Montichiari lo trovate chiaramente esposto in un mio intervento in Consiglio Comunale.

Ora le cose si complicano ulteriormente.

Oltre agli articoli apparsi sui nostri quotidiani locali, pubblico due interventi provenienti da Verona e Bergamo che, a mio avviso, contribuiscono nettamente a fare chiarezza sulla questione.





Dall'Arena di Verona

"L'ipotesi di gestire lo scalo di Montichiari per un definitivo rilancio insieme con la società bergamasca Sacbo che gestisce Orio al Serio sembra definitivamente tramontata. 
Dopo lo scambio di comunicati di ieri, con i quali Catullo e Save imputavano a Sacbo di aver violato i patti perché mentre erano in corso le trattative per costituire un soggetto unico gestore di Montichiari, i bergamaschi hanno concluso l'accordo con Dhl fino al 2018 sulle piste di Orio al Serio, le dichiarazioni non lasciano margini.
Ora che succede? Che Verona e Venezia porteranno traffico merci e passeggeri nello scalo bresciano senza bisogno dei bergamaschi.
Il presidente della società veneziana, Enrico Marchi, infatti, non ha escluso la possibilità di fare causa a Sacbo. «Sì, se ci saranno gli estremi siamo pronti a procedere per vie legali», ha detto, aggiungendo che «è stato un colpo di scena anche per noi. Non li voglio più vedere; le trattative sono definitivamente chiuse perchè per me la parola e gli impegni presi sono importanti e hanno un peso».
Con lo stop alle trattative, «gestiremo da soli l'aeroporto di Brescia», ha proseguito il presidente. «Adesso saremo concorrenti e quindi che vinca il migliore. Avevamo preso un impegno con Sacbo e mentre ragionavamo su come gestire l'aeroporto, avevamo deciso di astenerci dal fare accordi di qualsiasi genere» con altri soggetti. 
«Ma adesso le cose sono cambiate. Piú volte io stesso avevo chiesto a Sacbo un incontro per confrontarci su Dhl, ma nulla. Credo», ha concluso Marchi, «che serva un'etica anche negli affari».
Sulla stessa linea d'onda il presidente di Catullo, Paolo Arena: «Stiamo valutando tecnicamente, insieme ai nostri legali, un'azione legale» nei confronti di Sacbo, ha aggiunto il presidente, sottolineando che «l'obiettivo dell'accordo era quello di sviluppare congiuntamente l'aeroporto per far finire, per il bene del territorio, una lunga stagione di cause. Ora però è arrivato il momento che le cause le facciamo noi».
Arena definisce Sacbo «un interlocutore inaccettabile e inaffidabile. Il 16 marzo c'era stato l'ultimo incontro e sembrava le cose fossero fatte, poi improvvisamente - senza alcuna comunicazione - è accaduto l'esatto contrario. Noi ci siamo comportati in modo lineare e trasparente. Dopo la nascita del polo del Nord-Est di certo non siamo preoccupati e riteniamo di avere le carte in regola per gestire Brescia», dice il presidente che conclude: «Non credo ci sia possibilità di recupero».
La partita rimane comunque molto delicata perché in giugno ci sarà pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso di Sacbo contro la concessione a Montichiari, già accolto dal Tar di Brescia. E c'è la stagione primavera estate alle porte per cui non ci si possono permettere contraccolpi.
Il colpo di scena è stato commentato così da Massimo Castellani della Cisl: «Il precedente direttore generale ci aveva informati che si stava trattando per creare a Montichiari un sub-hub per il Sud Europa con Dhl. Poi La soluzione di Save di "stoppare" la finalizzazione dell'accordo optando per la soluzione "politica" ossia per una co-gestione con Bergamo si è ritorto contro Catullo. Sacbo ha continuato a trattare - nonostante l'accordo di co-gestire Brescia - con Dhl finalizzato un rinnovo».
«Le scelte fatte finora per rilanciare la Catullo si stanno dimostrando incredibilmente sbagliate», conclude Castellani, «a danno del sistema del Garda, del territorio e dei dipendenti che saranno gli unici, ancora una volta a pagare il conto più salato. Come ha detto Marchi, io non me ne intendo di aeroporti, ma Marchi, che dice di esserne esperto lo dimostri con i fatti"




E ancora, ecco qualche elemento di chiarezza in più pubblicato dall'Eco di Bergamo

"Ed è proprio in quest’ultima città che va trovata la (vera) ragione del contendere, lo scoglio più difficile da superare in una trattativa dove dal punto di vista economico la veneziana Save (che di fatto controlla la veronese Catullo, con progressiva scalata di quote) e Sacbo non sono poi così lontane. Va trovata in quell’invito fatto da Enrico Marchi, vulcanico (a tratti fumantino) presidente della Save al collega bergamasco Miro Radici nel corso di uno degli ultimi incontri in laguna, ai primi di marzo: bisogna fare entrare Brescia nella newco. Prospettiva, nota bene, che non è contenuta in alcun passaggio del memorandum: del resto il mandato dei soci Sacbo a Radici era chiarissimo, creare una società paritetica. E qualcuno avrebbe voluto anche Sacbo sopra il 50…
A quel punto è stato chiaro che la strada comune per Montichiari si faceva in salita e Sacbo ha pensato bene di mettersi in sicurezza. Su più fronti. Quello interno, rinnovando un contratto con Dhl già pronto nella sostanza da fine 2014 e di fatto «congelato» proprio per la trattativa in corso con Venezia. Quello milanese, perché non è un mistero che Sea stesse lavorando per ampliare la presenza di Dhl su Malpensa ben più di quanto da tempo noto. Prova ne è il fatto che la notizia del rinnovo con Sacbo non è stata presa benissimo dai vertici della società milanese (che detiene il 30,98% di Orio), con tanto di richieste di spiegazioni convincenti a qualche top manager.
Infine (last but not least) il fronte veneto: perché sotto sotto, nel bailamme generale, il timore latente era forse anche quello che, ingolosite dalla scadenza prossima del contratto con Orio, Venezia e Verona alla fine potessero ballare da sole con Dhl su Montichiari. Ergo, offrire su un piatto d’argento lo scalo bresciano, del quale gli scaligeri hanno la concessione, alla compagnia tedesca. E pure a condizioni più che vantaggiose rispetto a quelle di Milano e Orio, considerando i disastrosi conti della struttura bresciana, dove ogni aereo in più è grasso che cola. O vola, in questo caso.
Comunque la si voglia vedere, Sacbo ha chiuso la partita Dhl, nell’attesa che quella con i veneti arrivasse al dunque. E nonostante il termine fosse scaduto, i colloqui tra le parti sono andati avanti comunque, seppure con qualche difficoltà. Chiaro che tornare al tavolo con il contratto Dhl in tasca, insieme a quello di Ryanair, rende più forte Orio nei confronti di Venezia, ma paradossalmente dà maggiore credibilità al progetto Montichiari nel suo complesso, con riflessi anche sul fronte veneto. Ora invece si rischia di dover ricominciare daccapo nella migliore delle ipotesi, o di dover raccogliere per l’ennesima volta i cocci in quella più probabile. Per non parlare delle conseguenze per quelle parti del territorio che avrebbero beneficiato di uno spostamento dei voli merci su Montichiari e dello stesso assetto dell’aeroporto, decisamente in difficoltà nel conciliare la presenza in loco di Dhl e Ups e l’annunciata crescita di Ryanair a quota 10 milioni di passeggeri.
Il rischio più grosso è però quello che gli assetti di questa parte del Paese li decidano i giudici amministrativi. Perché al Consiglio di Stato è pendente il ricorso di Verona contro la sentenza del Tar di Brescia che, accogliendo il ricorso di Sacbo, ha sancito che la concessione di Montichiari non poteva essere assegnata 2 anni orsono agli scaligeri senza gara europea.
Verona ha ottenuto lo spostamento a giugno del pronunciamento contando su una positiva evoluzione della trattativa Venezia-Bergamo con conseguente ritiro del ricorso: diversamente, se il Consiglio di Stato avesse dato ragione ancora a Sacbo, la newco per Montichiari si sarebbe trovata senza concessione, da assegnare con gara europea. E lì può succedere davvero di tutto. Poi c’è il ricorso al Capo dello Stato della milanese Sea contro le modalità di scalata della veneziana Save in Catullo, anche questa senza gara europea. Grande è la confusione sotto il cielo, diceva Mao: ma in questo caso la situazione non è per nulla ottimale"


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