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Per il Parco delle Cave iniziato il percorso di Progettazione Partecipata (di Ivan Confortini - Brescia per Passione)

Sentiamo spesso parlare della zona a Sud Est del nostro comune come una delle più compromesse sotto il profilo ambientale. Per capirci meglio, si tratta dell’area compresa tra S.Polo e Buffalora e al confine con Castenedolo, Rezzato e Borgosatollo, da decenni oggetto di escavazioni per la “coltivazione” della ghiaia.



Le criticità qui riscontrate riempiono spesso le pagine dei quotidiani locali e quel che ne esce è un quadro dominato da tinte grigio scuro, un dipinto che nessuno vorrebbe appendere nel proprio salotto.
In pochi sanno invece delle enormi potenzialità che questo territorio di oltre 4 milioni e mezzo di metri quadri può esprimere, del grande valore, sotto il profilo naturalistico e ambientale, che può essere portato alla luce innescando un processo virtuoso di riqualifica.
Questo processo si chiama Parco delle Cave, da anni covato come idea quasi al limite dell’utopia. Ha acquistato forma nel tempo, è stato oggetto di molti progetti e proposte spesso contrastanti e ora, per vari motivi legati soprattutto alla totale cessazione delle attività di escavazione,  trova le condizioni che possono portarlo alla sua realizzazione.
E’ un’idea poliedrica, che nel corso del tempo si è prestata a molte interpretazioni. Proprio per questo, il percorso che porterà il progetto del Parco delle Cave a concretizzarsi dovrà tenere conto di tutte le sensibilità, delle diverse visioni, e perchè no, degli interessi che sono stati messi in campo in tutti questi anni.




L’Amministrazione Comunale ha deciso di coinvolgere tutte queste realtà: comitati ambientalisti, associazioni sportive e naturalistiche, associazioni sindacali, imprenditori o liberi cittadini, per dare vita ad una forma di progettazione partecipata, chiamata Segni sull’acqua. Jeff Bishop, city planner inglese, definisce la progettazione partecipata come “una forma di progettazione che implica l’associazione e l’unione di più punti di vista al fine di creare la migliore soluzione possibile in termini di piani, progetti e strategie, indispensabile quindi è che essa faccia interagire differenti capacità, competenze ed esperienze”. In altre parole, attraverso la progettazione partecipata chiunque potrà intervenire e dare il proprio contributo di idee. Parallelamente, i progettisti del comune potranno avvalersi del contributo di persone che conoscono e magari vivono la zona, dettaglio non indifferente se si pensa alla vastità del territorio coinvolto.



Noi di Brescia per Passione avevamo già formulato la nostra idea in campagna elettorale: avevamo pensato al Parco delle Cave come ad un grande polmone verde, una zona di mitigazione ambientale che andrebbe in pratica a collegarsi alle pendici del Monte Maddalena, assolutamente libera da grandi strutture invasive e nuove colate di cemento, ma allo stesso tempo fruibile dai cittadini tramite l’organizzazione di attività a basso impatto ambientale quali passeggiate, running, piste ciclabili, canoa etc.


La progettazione partecipata è alle sue fasi iniziali, ma consultando il suo sito internet si può vedere come ci siano già almeno una trentina di adesioni, tra associazioni e parti interessate e si presenta come uno strumento trasparente, aperto e democratico. Siamo sicuri che dai  laboratori che partiranno a breve potrà uscire una visione largamente condivisa. Avremo allora di fronte ai nostri occhi un’ idea che prende forma e sulla quale anche i sogni possono camminare.



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Ubicazione: Brescia BS, Italia
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