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Come dare torto all'arch. Caprotti sul futuro dell'aeroporto di Montichiari? (di Francesco Rusconi Giribaldi)

A Brescia per Passione esiste il "Gruppo Fune". Li chiamiamo cosi perchè si occupano di trasporti, di progetti e di sogni per la nostra città e provincia. Il soprannome deriva dalla passione di uno dei componenti, Francesco appunto, per le funivie ed in particolare per quella della Maddalena. Sono coloro che hanno elaborato, in tempi non sospetti, la proposta di implementazione del sistema TPL di Brescia utilizzando un tram treno sulle attuali ferrovie secondarie del nostro territorio



Sono gli stessi, per intenderci, che hanno installato una funivia nella nostra sede di Piazza Bruno Boni.




Era settembre 2013, i giornali parlavano in continuazione del futuro di Montichiari, diviso fra l'alleanza veneta o quella con Orio al Serio.

In associazione si occupavano di questo tema da tempo, e cosi, chiesi loro un riassunto delle puntate precedenti, giusto per capire.

Trovate di seguito i link agli interventi:

1. L'aeroporto di Montichiari. Io ci capisco poco, ma Francesco mi aiuterà!


Vista dall'alto del giorno dell'inaugurazione (Copyright BAMSphoto-Rodella)




Ora l'aeroporto di Montichiari torna alla ribalta dei giornali, non solo per le vicende societarie ancora aperte, ma per le dichiarazioni dell'arch. Bernardo Caprotti durante la settimana di eccellenza organizzata da Panorama a Brescia. "Malpensa non va, rilanciamo Montichiari", titolava il Corriere della Sera.

Ecco cosa mi scrive Francesco:

Milanese, 89 anni, imprenditore di successo, patron del Gruppo Esselunga, arzillo, un vulcano di idee, l'Arch. Bernardo Caprotti in questi giorni è stato intervistato a Brescia, all'auditorium del Museo Santa Giulia, dal direttore di Panorama Giorgio Mulè.


 E' eclatante e nel contempo molto interessante ciò che l'imprenditore, con tutta l'esperienza che si porta appresso, va sostenendo con forza e insistentemente da tempo sulla nostra città e sulla situazione aeroportuale del Nord Italia. Analizzando una serie di dati economici, tecnici, infrastrutturali e logistici, l'imprenditore milanese rivela un proprio "Grande Sogno" sugli aeroporti di Ghedi-Montichiari, sogno che anche la nostra Associazione condivide da tempo e pienamente nella sue enormi potenzialità e nella sua lungimiranza. Lasciamo allora che sia lui, con le proprie parole, a raccontare i dati reali che lo hanno portato a schierarsi duramente contro Malpensa e a favore del progetto di creare un nuovo scalo internazionale a Montichiari:
"E un'indecenza, una vergogna. La "valle padana", con i suoi 28 milioni di abitanti, è una delle quattro aree più produttive d'Europa insieme al Baden Wüttemberg al South East inglese e all'Ìle de France, ma è priva di collegamenti con il mondo"."Brescia, la più importante città industriale d'Italia, come può con un tale centro urbano non avere la possibilità di essere collegata direttamente con altri grandi poli produttivi? Il Nord Italia produce 1,2 milioni di tonnellate da spedire ogni anno nel mondo: 600mila vanno via camion in Germania per essere inviate via cargo da là. Mentre nel 2013 Malpensa ha spedito poco più di 430mila tonnellate di merci. Risultato: consegne urgenti, come quelle della moda, spesso arrivano alla vendita in ritardo»




Per Caprotti ci sono decine di ragioni per le quali Malpensa, con i suoi 17 milioni di passeggeri annui, non potrà mai diventare uno scalo internazionale:"Malpensa non sarà mai ciò che la gente vuole, è troppo isolato, difficilmente raggiungibile, oltre ad essere mal concepito e mal disegnato. E' un'opera sbagliata, risultato di un localismo esasperato. Si sono seguiti gli interessi delle camere di commercio, dei politici, dei sindacati degli albergatori di Varese, persino dei facchini. Particolarismi anteposti all'interesse globale. La parola "servizio" è stata ignorata".Continua:"Malpensa non potrà mai essere un aeroporto intercontinentale della Val Padana perché è lassù, eccentrico al sistema. L’accessibilità del Varesotto è impossibile, di Malpensa Express non parliamone…"
La soluzione? " E' l'area Montichiari-Ghedi. Si tratta di 44 chilometri quadrati a destinazione aeroportuale nel cuore della valle padana. E un'area più grande del londinese Heathrow, 80 milioni di passeggeri l'anno; o del parigino Charles de Gaulle o ancora del 1flc di New York. Un'area enorme che è già di proprietà dello Stato, nel bel mezzo della Macro-Regione Lombardo-Veneto-Emiliana; servita da tre autostrade, laA4, la A21, la nuovissima e splendida Brebemi, e c'è la possibilità di creare una fermata dell'Alta Velocità Torino-Trieste sotto il futuro sito; è pazzesco…»; inoltre è facilmente navettabile con gli aeroporti di Orio e Linate»""Un progetto di lungo periodo e grande respiro; un aeroporto intercontinentale di nuova concezione da progettare ora e realizzare in 10/15 anni. Qualsiasi compagnia aerea sarebbe disposta a farne il proprio hub" . Secondo Caprotti è proprio dagli aeroporti che parte la grande sfida italiana della crescita.




E Brescia Per Passione, oltre che sostenere l'Arch. Caprotti in questo suo "sogno" conosce bene le potenzialità degli aeroporti di Brescia: aggiungiamo noi che la lunghezza delle piste è intercontinentale e incrementabile, possono operare indipendentemente, a differenza delle due piste di Malpensa che essendo troppo vicine non possono operare simultaneamente. Tutt'attorno agli aeroporti bresciani ci sono campi e zone inabitate, situazioni che a Malpensa e in tutti gli aeroporti del nord Italia difficilmente si trovano.

Concludiamo con una frase dell'Arch. Caprotti che ben riassume il da farsi :«L'italianità ha un valore enorme ma non bisogna restare fermi, bisogna necessariamente cambiare rotta»

Francesco Rusconi Giribardi



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Ubicazione: 25018 Montichiari BS, Italia
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