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La nostra posizione sul Campus Universitario

Dopo l'arrivo di 13 milioni di euro dal Miur è scoppiata una polemica fra maggioranza e opposizione sul futuro del Campus Universitario.



Brescia per Passione non ha avuto paura a prendere una posizione che ritiene di buon senso nel preservare i fondi del comune alla ricerca di una soluzione che non affossi il progetto Campus Universitario.

Questo l'articolo apparso sul Giornale di Brescia del 25 luglio 2014 a firma Carlo Muzzi

«Serve davvero il campus?) Benzoni e Gritti propongono di utilizzare per gli studenti gli appartamenti sfitti in cit • Campus si, campus no. Dopo l'annuncio del sindaco Del Bono su un possibile interessamento della Cassa depositi e prestiti per prendere in mano l'intera area della caserma Randaccio dove potrebbe sorgere il futuro campus universitario, interviene Brescia per Passione. La capogruppo in Loggia, Mafalda Gritti, si dice favorevole all'ipotesi lanciata dal sindaco, ma soprattutto si chiede provocatoriamente «se il Campus serve davvero». Questo alla luce, secondo la Gritti, degli oltre 5000 appartamenti vuoti in città e alle fatiche anche dei tanti convitti già presenti sul territorio nel riempire i posti disponibili, «senza dimenticare il seminario mezzo vuoto e il collegio Lucchini che è un'eccellenza che è stato riempito a faticia». Il ragionamento di Brescia per Passione prosegue Benzoni corre sul filo di quello fatto dal sindaco: «Sì d'accordo il campus, ma senza che il Comune sia ente finanziatore. Questo non accade da nessuna parte. Piuttosto la Loggia può facilitare il percorso che potrebbe portare un consorzio di tutte le università presenti a Brescia a gestire il progetto finanziato da Cassa Depositi e prestiti, qualora questo dovesse essere possibile». Ad oggi secondo Benzoni la spesa richiesta al Comune sarebbe insostenibile «se pensiamo che vi sono realtà come la Pinacoteca che rimarranno poi al comune che devono essere finanziate per essere di nuovo fruibili dai bresciani». A questo Brescia per Passione aggiunge un pezzo di ragionamento e di proposta in attesa che il campus decolli o affondi definitivamente: «Si potrebbe creare un portale - spiega Benzoni - in cui i bresciani mettono a disposizione i pro- pri appartamenti vuoti da affittare agli studenti. Vi sarebbe un doppio vantaggio: i prezzi calmierati da un lato e il controllo delle proposte dall'altro». 


Ecco anche il bell'articolo apparso su Bresciaoggi del 25 luglio 2014 a firma Angela Dessì

IL PROGETTO. Mercoledì in commissione il sindaco ha illustrato l'alternativa per realizzare senza aggravi i 197 alloggi nella caserma Randac Campus, il futuro sono le residenze Brescia per passione esorta a utilizzare i 5 mila alloggi sfitti per scambi intemazionali Angela Dessi Per uscire dallo sterile dibattito «campus si - campus no» (come lo definisce Mafalda Gritti), i fedelissimi del vicesindaco Laura Castelletti mettono sul piatto una contro-proposta che muovendo dal «piano B» illustrato mercoledì in Commissione dal sindaco Emilio Del Bono (per i passionari da promuove!) abbraccia orizzonti anche più ampi. Alla base, alcune semplici considerazioni che attengono l'idea stessa del progetto. In primis, spiegano, che «direCampus e dire residenza universitaria non è la stessa cosa». Considerato, infatti, che gli ormai famosi 13 milioni di euro del ministero andrebbero a finanziare la realizzazione dei 197 alloggi per gli studenti alla Randaccio, resterebbe comunque da pagare tutto il resto: vale a dire le altre molteplici strutture, sportive o di servizio che siano, che per definizione contribuiscono alla creazione di un campus universitario in quanto tale. SECONDO PRESUPPOSTO, quel lo legato al ruolo giocato da Palazzo Loggia nella partita. «In nessun campus universitario che si conosca, europeo o americano che sia, il Comune ha avuto il ruolo di finanziatore che, invece, spetta ad altri» tuona Fabrizio Benzoni che sottolinea come a farsi carico delle spese, di solito, siano le stesse università o addirittura dei finanziatori terzi. Terza premessa: la realizzazione di una residenza universitaria può davvero considerarsi una priorità, quando alcuni Atenei cittadini faticano a riempire tutti i corsi, il seminario appare mezzo vuoto, il collegio Lucchini ha raggiunto a fatica il tutto esaurito e in città si registrano oltre 5 mila alloggi sfitti o invenduti? Non sarebbe più opportuno, domandano i passionari, puntare sulle occasioni di accoglienza già esistenti e sviluppare eventualmente altri elementi caratterizzanti il campus? Per i consiglieri di Brescia per passione la risposta è scontata eia soluzione al dibattito più chiara che mai: nel campus il Comune non deve mettere nemmeno un euro, ma piuttosto limitarsi ad essere intermedia rio e garante di un dialogo costruttivo tra le Università bresciane interessate al progetto (non solo la Statale!) e la Cassa Depositi e Prestiti, a detta del primo cittadino Del Bono già esplicitamente interessata all'area in questione. Palazzo Loggia, poi, dovrebbe garantire il suo impegno su un altro fronte, quello della realizzazione di un portale che metta in contatto domanda e offerta di alloggio a prezzi calmierati. «In questo modo Brescia conquisterebbe nuovo appeal agli occhi degli studenti, anche stranieri, e i bresciani forse comincerebbero a guadagnare qualcosina dalle seconde case che oggi, complice la crisi immobiliare, costituiscono un costo non da poco» conclude Fabrizio Benzoni che come la collega Mafalda Gritti punta l'accento sulla necessità di valutare l'idea del campus in un'ottica di concretezza, e non sulla scia di facili entusiasmi.

Sono seguite molte dichiarazioni, fra cui alcune lettere al direttore che riporto.

Giornale di Brescia 27 luglio 2014

Convitti cattolici un`opportunità per gli studenti
LETTERE&OPINIONI • Sentendomi chiamato in causa direttamente da recenti dibattiti istituzionali pubblici cittadini, condivido con Lei una mia riflessione. Non entro nel merito della valutazione del Campus Universitario che è in discussione da diverso tempo nella nostra città e che vede al tavolo di progettazione qualificate persone e Istituzioni. Sulla tematica ho un mio personale pensiero che se richiesto potrò anche condividere. Vorrei semplicemente fare una precisazione a margine di una recente pubblica seduta del Consiglio comunale che ha trattato anche del Campus, in cui si affermava «ce li immaginiamo gli studenti americani che possano venire e dormire nei piccoli Convitti tenuti dalle suorine o dai pretini che noi abbiamo in città? Ce lo immaginiamo? Ma hanno altri standard. Non verranno mai!». Mi onoro di appartenere a quella categoria di «suorine o pretini» che ospitano più di 400 studenti univer- LA REPLICA Convitti cattolici un'opportunità per gli studenti sitari in residenze e collegi universitari, apprezzati luoghi e comunità universitarie di ospitalità, meeting, accoglienza di studenti appartenen ti anche a progetti di internazionalizzazione universitaria: master class, summer university, Erasmus. Invito quanti non conoscono tali Residenze e Collegi Universitari, quale è il Convitto Vescovile S, Giorgio, a visitarli e a verificare se la valutazione più che positiva, data dalle centinaia di studenti anche stranieri, possa, non solo soddisfare, ma andare ben oltre gli standard intemazionali. Auspico che il dibattito sulle diverse tematiche possa avere la tensione di un confronto pacifico e sereno nella ricerca delle ragioni forti dell'idealità che già trovano attuazione nella concretezza delle Istituzioni bresciane. Credo possa essere un metodo che parli il linguaggio dell'internazionalizzazione volto al bene del contesto universitario e di quanti in esso operano, credono e si applicano quotidianamente. 
don Alessandro Camadini 
Rettore Convitto Vescovile San Giorgio

Giornale di Brescia 28 luglio 2014
Non il Campus modernizzerà la città
Il futuro: Non il Campus modernizzerà la città • Se ho ben capito dalla stampa il nostro Sindaco ha rilanciato per il Campus Universitario. Dopo il viaggio a Roma ha preso contatti con la Cassa Depositi e Prestiti (che fatico a immaginare) che si prenderebbe carico dei finanziamenti del progetto... raddoppiato. Come una Brebemi ma con finanziamento pubblico. L'altro ieri il primo ministro Renzi, inaugurandola ha detto che questo è il futuro dell'Italia... il motore. Il governatore Maroni ha detto che mancano ancora 300 chilometri di nastro d'asfalto per infrastrutturare la Regione. L'università di Brescia ha presentato il primo bolide a quattro ruote interamente desiderato, disegnato, progettato e costruito dagli stessi studenti e che concorrerà ad una sfida intemazionale, II Sindaco Del Bono ha preso atto che la città di Brescia è una delle città meglio infrastrutturate d'Italia, dell'Euro pa e del pianeta. Ma il futuro non era nell'automobile elettrica? Di cui, ahimè, si sono perse le tracce. Il parco Pannella è ammutolito, con due ricariche del passato prossimo. L'utopia della politica. L'utopia affidata agli studenti del Campus che inventino come andare a piedi o in bicicletta e in alternativa su mezzi pubblici... O stare seduti sul margine del fiume della politica. P.S.: il mio amico Kostantino, ucraino, con suo fratello Bog anni fa hanno comprato tramite internet due macchine da Roma, le hanno smontate pezzo per pezzo e in cinque anni ne hanno costruita una nuova, funzionante, quella elettrica non vi era in commercio, altrimenti sarebbero andati in paradiso. E non erano seduti al margine del fiume che per loro non esiste. 
Roberto Pasini 

Bresciaoggi 29 luglio 2014
Lettere al direttore - Loggia e scelte miopi sul campus universitario
Loggia e scelte miopi sul campus universitario Ho letto con sconcerto le dichiarazioni del vicesindaco Castelletti e del suo gruppo sul campus progettato dalla passata amministrazione di centrodestra nella ex caserma Randaccio. Non posso credere che, nel 2014, abbiamo al vertice delle nostre istituzioni persone che pensano che un campus universitario sia un dormitorio e cerchino alternative! Come è possibile solo pensare che 5000 alloggi privati sfìtti sparpagliati in città possano sostituire la necessaria parte residenziale inserita in un campus universitario di «modello anglosassone» (York che ci aveva ispirato è in Scozia)? La precisazione sembra ultronea per chi ha visto, anche solo su una rivista o su internet, un campus (l'origine è tradizionalmente anglosassone, altre diverse esperienze sono imitazioni poco significative), poiché un campus è principalmente luogo di incontro, di studio, di ricerca, di approfondimento, di scambio culturale, di svago, di sport, di creatività (in senso omnicomprensivo) e di alloggi studenteschi, e che, se privato della parte residenziale che garantisce la presenza di persone che lo vivono 24 ore su 24, si trasforma inevitabilmente in altro, magari in una qualsiasi sede universitaria come già ve ne sono in città. Al contrario Brescia ha bisogno di un rilancio coraggioso che passa anche dalla valorizzazione del suo variegato mondo universitario composto dalla Statale con i suoi 16.000 studenti, dalla Cattolica con i suoi 4.000, dalle due Accademie (Santa Giulia e Laba) e dal Conservatorio Marenzio. Si tratta di una parte consistente di giovani che animano la nostra città, ¡I cui numero, con un minimo di lungimiranza, si potrebbe pensare di incrementare attraverso convenzioni con territori adiacenti al nostro, al momento privi di sedi universitarie proprie come Cremona e Mantova, e che ulteriormente, vista la politica di internazionalizzazione intrapresa dal principale Ateneo cittadino, con un intelligente collaborazione e non contrapposizione fra Comune e Università, potrebbe aumentare facilitando l'insediamento «in luogo idoneo» di un'università americana (alcuni esempi già ci sono Bologna in primis), con indotto e vantaggi per la città, per gli studenti e per i giovani in generale che sono Facili da immaginare. Invece dal vicesindaco, che fa del giovanilismo una bandiera e della smart city il progetto cardine del suo mandato, sentiamo dire che il campus non è una priorità? Che la parte residenziale del campus può essere eliminata stante la presenza di alloggi sfitti in città? Che il Comune non deve preoccuparsi di fare investimenti in ta le direzione? La Castelletti è in «buona» compagnia visto che pochi giorni fa il sindaco si e Ìanciato su un improbabile e rischiosissimo piano B, che determinerà, ad oggi soltanto tré irrimediabili infauste certezze: 1) la perdita del cofinanziamento di 13.100.000 (tredici milioni e lOOmita) euro a fondo perduto del Miur legati al nostro progetto; 2)Ta perdita deli ulteriore finanziamento di 600.000 (seicentomila) euro vinto in Regione Lombardia con lo stesso progetto (forse non è così terribile); 3) Brescia, in un momento in cui si cerca di dismettere patrimoni immobiliari infruttuosi, rimarrà proprietaria di una caserma dismessa (già la realtà paradossate vuole che l'unico atto che questa amministrazione Del Bono/Castelletti ha perfezionato è l'acquisto della caserma dal Demanio pur pensando di rinunciare al finanziamento per ristrutturane una buona parte) per la quale non avrà mai tutti i quattrini per ristrutturarla. Una simile irrazionale e irragionevole scelta di una tale miopia era davvero difficile immaginare che qualcuno l'avrebbe fatta, sostenuta da un sedicente vicesindaco 2.0, inimmaginabile! 
Nini Ferrari 
CAPOGRUPPO × BRESCIA CIVICA


Soprattutto questa lettera mi ha spinto a replicare dalle colonne del Bresciaoggi per ribadire il pensiero mio e del Gruppo Consiliare di Brescia per Passione. Ecco la lettera apparsa ieri.

La replica - «Brescia per passione» e il Campus
«Brescia per passione» e il Campus Gentile direttore, leggo sul suo giornale del 29 luglio la replicad! Nini Ferrari (capogruppo × Brescia Civica in Loggia) ad alcune dichiarazioni che Gruppo Consiliare Brescia per Passione ha fatto sulla ormai famosa questione del Campus universitario. La consigliera Ferrari si dice stupita dal fatto che il vicesindaco e il nostro gruppo non comprendano timportanza del Campus per la nostra città, spiegandoci in cosa esso consista oltre alla Residenza Universitaria. La consigliera ha forse letto di fretta l'articolo che anche il suo giornale ha pubblicato riguardo alla nostra posizione. Mai nessuno ha detto che il campus non sia importante, bensì ci siamo permessi di esprimere alcuni dubbi in merito a tré questioni: 1. Campus o Residenza? Il progetto di cui tratta il finanziamento non riguarda il Campus, ma solo una parte di essa, quella relativa alle residenze. Nessuna notizia invece sul restante 60% della Caserma, proprio quello necessario, secondo quanto afferma Nini Ferrari, per avere un reale Campus Universitario. Le idee su tale porzione sono ancora confuse, soprattutto su chi potrebbe finanziare tali opere (dettaglio che molti dimenticano di considerare) 2. Costi: oltre i 13 milioni di euro che arriverebbero dal Miur, ai 600 mila euro provenienti dalla Regione, il Comune dovrebbe aggiungere circa 9 milioni di euro ulteriori. 23 milioni circa per ristrutturare 10.000 mq di superficie (altro che residenze di lusso!). Il paradosso, non cosi improbabile, potrebbe quindi essere quello di aver speso 23 milioni per 190 residenze senza riuscire poi a completare il restante Campus ( e se si con quali ulteriori costi per il Comune e la collettività?). Questo il paradosso che ci ha spinti a proporre di incentivare il meccanismo di incontro fra gli studenti fuori sede e i tanti bresciani che vorrebbero affittare i circa 5.000 alloggi sfitti presenti in città, per evitare di spendere 23 milioni per 200 residenze, ad oggi non necessane. 3. Opportunità dell'investimento: Nini Ferrari in primis, ma ottimi articoli sui giornali locali in questi giorni, raccontano i campus esistenti in italia e il famoso modello anglosassone. Modelli che noi stessi abbiamo studiato e preso in considerazione rendendoci conto che una particolarita li unisce tutti. Mai un ente locale ha finanziato tali strutture. Molte sono correttamente co-finanziate dal Ministero, ma la maggioranza del denaro è stato trovato dalle università attraverso l'accensione di mutui (ben 1'85% nel caso del citato ateneo di York). Essere contrari all'uso di 9 milioni di euro pubblici per il Campus non vuoi dire essere contro il Campus, vuoi dire semplicemente essere coscienti delle condizioni del nostro bilancio, dei sacrifici richiesti ai nostri concittadini in questo anno per poter mantenere i servizi indispensabili, delle tante opere in conto capitale che la città necessita e per cui i fondi non si sono mai trovati (bonifiche inprimis, Pinacoteca Tosió Martinengo, senza dimenticare le «banali» manutenzioni ordinarie e straordinarie dei parchi, delle strade, dei marciapiedi che la città attende). Perché l'Università non partecipa accendendo mutui per un'opera che ritiene cosi importante per il suo futuro e per i ritorni di qualità, prestigio, aumento degli studenti che provocherebbe? E' bello sognare ed è bello soprattutto far sognare i propri concittadini. Ce n'é bisogno in questo momento, anche per dare una speranza ad una città che fatica a vedere la sua vocazione futura, ma quando si ragiona con i soldi altrui, soprattutto quando sono pubblici, bisogna sempre farlo con attenzione alle esigenze, alle priorità, alle opportunità. 
Fabrizio Benzoni 
GRUPPO CONSILIARE BRESCIA PER PASSIONE 







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Ubicazione: Brescia BS, Italia
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