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La relazione del Garante dei detenuti e l'intervento del nostro gruppo (di Mafalda Gritti)

Nell’incontro con le associazioni che si occupano del carcere a Brescia una delle questioni poste alla nostra attenzione è stata quella relativa al Garante delle persone privata della libertà personale.
In quella occasione si è ribadita l’importanza della presenza attiva e propositiva di tale figura che è di nomina del Consiglio Comunale ed è una delle competenze principali in tema di carcere in capo al Comune.
Come già stato ricordato, la persona privata della libertà personale è titolare di un sistema di diritti e garanzie che vanno tutelati e che trovano scarsa riconoscenza all’interno dei luoghi di detenzione.
La detenzione infatti  è una sfera quasi interamente sottratta al controllo continuativo di un organo esterno all'amministrazione penitenziaria: è assente, cioè, una figura istituzionale ,a cui rivolgersi e appellarsi per ottenere l'effettiva applicazione dei diritti riconosciuti, e  di cui si resta titolari anche se reclusi



. Questa figura è appunto il Garante che ha il compito di  :

  • promuovere l'esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali delle persone private della libertà residenti o dimoranti nel territorio del Comune;  creare in buona sostanza una sorta di rapporto triangolare tra ufficio del garante e attraverso di esso, la popolazione detenuta – l’amministrazione penitenziaria e l’ amministrazione comunale.
L’amministrazione penitenziaria peraltro spesso si  lamenta per l’assenza di comunicazione con i poteri pubblici locali , il garante deve svolgere questa funzione  di raccordo e l’utilità del suo impegno sarà certificata solo se riesce a creare una relazione costante ed integrata fra i diversi attori coinvolti
  • sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dei diritti umani delle persone private della libertà personale e della umanizzazione della pena detentiva;
Non è un compito facile e neppure delegabile al solo garante, è una questione culturale che ci riguarda tutti,

  • Attivare con le Amministrazioni interessate protocolli d'intesa utili all'espletamento dei propri compiti. In particolare su due aspetti:  il primo è quello sanitario.
    • Il diritto alla salute è fra i diritti più disattesi in carcere per questa ragione  servono protocolli d’intesa con le aziende sanitarie affinchè si possano  garantire tempi e modi per le visite specialistiche , la consegna farmaci ecc..
    • L’altro aspetto riguarda il lavoro; il garante ha il compito  di sollecitare il  sistema economico esterno, affinché - attraverso accordi con le associazioni di categoria e con il sistema delle imprese nelle sue diverse articolazioni - si possa arrivare a incrementare la percentuale, oggi davvero irrisoria, di detenuti che svolgono una attività lavorativa e questo sarà  possibile solo se l’ufficio potrà cooperare efficacemente con gli assessori competenti e con l’intera amministrazione comunale che non ho dubbi è sensibile anche su questo tema lo dimostra il progetto avviato dall’Assessore Muchetti  che vede i detenuti coinvolti in lavori socialmente utile ma utili soprattutto ad una possibile riconciliazione con la comunità cittadina e il loro coretto ritorno in essa. Non è certo facile e non si pretendono miracoli, il tema lavoro oggi è drammatico per tutti ma va fatto qualche sforzo in più.


Tema spinoso è  quello delle  strutture edilizie pubbliche adibite alla detenzione , strutture spesso fatiscenti e sovraffollate.

E’ del tutto evidente che questo tema non può essere messo in capo all’amministrazione comunale,( Brescia da anni è esclusa dal piano carceri , nessun ministro sinora si è davvero occupato della situazione locale ) e l’aver individuato nel PGT  un’area sulla quale costruire un nuovo carcere (iniziativa lodevole )  o una sede da ristrutturare e rendere agibile per lo scopo non basta  se poi non si mettono a disposizione risorse indispensabili per procedere e queste sono di competenza dell’amministrazione penitenziaria e del ministero.

La relazione del Dott. Quaranta pur toccando molti aspetti risulta molto sintetica sulla realtà Bresciana alla quale ha dedicato poche pagine (2) anche se nella sua audizione in commissione servizi alla persona  ci ha presentato un quadro alquanto complesso delle carceri bresciane.

La commissione si è impegnata a riprendere nella prossima seduta il tema valutando gli aspetti di relazione tra il problema carcere e i servizi sociali ma anche sanitari e noi cercheremo di fare la nostra parte, al Garante chiediamo che il suo rapporto con i detenuti e con le loro famiglie sia intensificato, che il tema sanitario e quello del lavoro sia presente nella sua agenda e che sia messo in campo  molto impegno affinchè  prenda senso e valore il ruolo che le è stato affidato .


Reazioni: 
Ubicazione: Palazzo della Loggia, Piazza della Loggia, ., 25121 Brescia BS, Italia
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