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Aereoporto di Montichiari parte 2: 15 Marzo 1999, Brescia Mette le Ali (di Francesco Rusconi)

Solo qualche settimana fa, leggendo in continuazione sui giornali dichiarazioni e scenari differenti sul futuro dell'aeroporto di Montichiari, avevo chiesto a Francesco, appassionato di aeroporti ed aerei di raccomantarmi la storia, probabilmente più lunga rispetto alla mia vita, delle vicessitudini del nostro aeroporto intitolato a D'annunzio.

Qualche giorno fa, in un primo post, aveva parlato della storia dell'aeroporto. Oggi, in una seconda puntata, mi racconta dell'apertura dello stesso con relativa inaugurazione.

Ovviamente cercheremo di fare una ricostruzione storica, senza la presunzione di avere la verità in tasca e soprattutto, con la possibilità per chiunque di intervenire e aggiungere un proprio parere.

Ecco la seconda puntata

5 Marzo 1999, Brescia Mette le Ali (di Francesco Rusconi)

Nel 1998 l'aeroporto di Verona Villafranca si trova a dover affrontare inderogabilmente degli importanti lavori di manutenzione straordinaria alle piste  assieme ad un  notevole  adeguamento tecnologico dell'intero scalo;  opere che avrebbero imposto al "Valerio Catullo" un fermo-attività di circa tre mesi con il necessario dirottamento di tutti i voli, passeggeri, cargo e postali su altri aeroporti. Una tempistica troppo lunga da affrontare per un' infrastruttura importante come l'aeroporto di Verona ( nel '97 il traffico annuo fu di un milione e 700 mila passeggeri ) con il notevole disagio di un emorragico dirottamento, anche frazionato, su altri scali magari lontani  ( Venezia? Treviso? Bologna?). Fu allora che gli amministratori dell'aeroporto scaligero, guardando alle vicine piste in disuso di Montichiari, colsero l'occasione, peraltro unica, di soddisfare tre esigenze : la prima, garantire all'utenza un unico scalo vicino di riferimento, su cui dirottare per tre mesi i propri voli, la seconda, dare la possibilità a Brescia di coronare un sogno a lungo atteso , quello di riattivare le strutture di Montichiari e quindi il loro passaggio da militare a civile e, terzo, ma non ultimo, la possibilità di creare e gestire un nuovo sistema aeroportuale nella zona più ricca e produttiva del Nord Italia. Infatti Montichiari, pur se in stato di disuso non si trovava del tutto in pessime condizioni, l'aeroclub già lo usava, il casello di Brescia Est sembrava fatto apposta per raggiungerlo e lo scalo possedeva  dimensioni più che sufficienti per accogliere gli aeromobili dirottati da Verona. "E' un 'opportunità importante per Brescia che non va lasciata cadere"  commentò Franco Bettoni, presidente della CdC, che sposò l'idea fin dall'inizio e che intravvedeva ottime possibilità di sviluppo cargo, vista la collocazione strategica dello scalo ed un roseo futuro per i charter turistici a servizio del Lago di Garda e del Basso Trentino.

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La burocrazia non tardò a velocizzarsi, dal nullaosta del Ministro della Difesa Andreatta, all'adesione favorevole del Capo di Stato Maggiore Aeronautica, al consenso del Ministro dei Trasporti Burlando che, attraverso la  firma al " Protocollo d'Intesa" , diede ufficialmente il "via" all'apertura dello scalo di Montichiari. L'intesa prevedeva il passaggio da militare a civile dell'aeroporto, l'assegnazione al Ministero dei Trasporti che lo avrebbe poi dato in uso all'ENAC ( Ente Nazionale Aviazione Civile) con oneri a carico della società che lo avrebbe avuto in gestione. L'Intesa inoltre prevedeva la creazione di un unico sistema aeroportuale Montichiari-Villafranca  e la gestione unitaria degli stessi, ciò anche per garantire la continuità dei servizi durante i lavori di manutenzione a Verona.

Il costo dei lavori fu previsto in oltre 40 miliardi di lire, da sostenere per metà da parte della società veronese e per metà  da parte delle Istituzioni e degli operatori economici bresciani.
La realizzazione dell’opera richiese alla Baldassini Tognozzi s.p.a. (che vinse l’appalto in concorrenza con altre sette importanti imprese edili italiane) uno sforzo titanico. In poco più di sette mesi l’aeroscalo fu completamente rinnovato.

L'ingresso dell'Aeroporto di Montichiari
I lavori iniziati il 20 luglio 1998 furono infatti puntualmente consegnati il 26 febbraio 1999,  a fronte di un appalto di 41 miliardi di lire, e sotto la pressione delle fortissime penali che sarebbero scattate in caso di ritardata consegna. Totalmente rifatte la pista , l’area di rullaggio, l’aerostazione passeggeri, la caserma dei Vigili del Fuoco con il pronto soccorso, la torre di controllo, gli impianti per il volo strumentale, la zona depuratori, nonché la viabilità interna ed esterna, con un’area parcheggio di 48 mila mq. I sofisticati sistemi di controllo e sicurezza adottati consentirono di includere l’aeroporto di Brescia Montichiari tra gli scali tecnologicamente più avanzati d’Europa, mentre l'originaria potenzialità di transito di un milione di viaggiatori l’anno venne calcolata per poter crescere, grazie a un sedime aeroportuale che ancor oggi può consentire di moltiplicarne le potenzialità.

L'inaugurazione dell'aeroporto, intitolato al "Vate" Gabriele D'Annunzio, avvenne in pompa magna il Lunedì 15 marzo 1999: circa 20.000 persone affollarono l'aerostazione, i parcheggi e i campi attorno per partecipare all'evento ( accompagnato da un airshow ) nonostante fosse un Lunedì lavorativo. Il DC-9 Presidenziale atterrò sulla pista fresca di bitume alle 15.00 e dalla scaletta scesero l'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema e il Ministro dei  Trasporti Tiziano Treu.

L'arrivo dell'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema (Copyright BAMSphoto-Rodella)

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 L'inaugurazione avvenne alla presenza delle maggiori Autorità locali e nazionali dell'epoca. Al "taglio del nastro" importanti parole furono spese da Massimo D'Alema che disse: "all'orgoglio  di chi ha voluto questa struttura dando approdo ad una vocazione antica di 90 anni ed all'orgoglio  di un 'impresa che è riuscita a riunire tutte le forze disponibili per aprire un aeroporto in soli 7 mesi" e aggiunse "Quando noi italiani ci mettiamo d'accordo per fare qualcosa la realizziamo con successo e possiamo competere in Europa magari con quanti ci trattano con troppo facile ironia". 

Vista dall'alto del giorno dell'inaugurazione (Copyright BAMSphoto-Rodella)
Soddisfazione ed orgoglio riempirono quella giornata così importante per la nostra città. Dal giorno dopo ecco che sui tabelloni delle destinazioni comparvero nomi di città mai state così vicine a Brescia : Barcellona, Francoforte, Londra , Monaco, Parigi , Vienna….ventisei voli di linea al giorno  più numerosi charter animarono l'aeroporto per quasi tre mesi. In quelle settimane Brescia respirò una ventata di internazionalità che difficilmente si sarebbe potuta ripetere in futuro.  Il 31 maggio, quando quasi tutti i voli ritornarono a Verona, si calcolò che nel periodo di "supplenza" a Montichiari transitarono quasi 300.000 passeggeri per un totale di circa 5000 voli. 

Uno dei quotidiani voli ospitati da Montichiari durante la chiusura di Verona (Copyright BAMSphoto-Rodella)

Nel ricordare quanto avvenne in quei giorni non ci si può però astenere dal collocare il contesto nel più ampio quadro dell'aviazione civile in Italia alla fine degli anni '90: nel '98 il traffico aeroportuale, i ruoli logistici ed il panorama delle compagnie operanti era molto diverso rispetto ad oggi. Non esisteva ancora il fenomeno delle compagnie low-cost ( che avrebbero irrotto sulla scena del trasporto aereo di lì a poco ) e gli aeroporti del Nord Italia vivevano una situazione diversa dall'attuale:

L'aeroporto di Bergamo, non sembrerà vero visto oggi, era ancora in cerca di una propria destinazione nell'area milanese e, pur essendo il terzo scalo italiano per le merci, nel 1998 non superò i 590.000 passeggeri tra charter e qualche volo di linea ( oggi ha superato gli 8 milioni di pax annui !!!). A corredo di ciò basti pensare che Linate si assestava sui 13 milioni di passeggeri ( laddove oggi transitano 9 milioni di pax ) e Malpensa aveva un traffico di 6 milioni di passeggeri rispetto all'attuale che raggiunge la cifra considerevole di 19 milioni di passeggeri annui.

Francesco Rusconi




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Ubicazione: Brescia BS, Italia
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