benzonifabrizio
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Democrazia, elezioni e costi!

Chi segue le dinamiche politiche locali sa bene che, gran parte del dibattito degli ultimi giorni, si sta articolando sul bilancio cittadino.

Al di là delle responsabilità e delle accuse (le lascio agli altri per ora!), quello su cui tutti son d'accordo è che bisogna risparmiare il risparmiabile, ovunque!. Se prima non si poteva sprecare l'euro, oggi non si deve sprecare il centesimo.


Persino gli assessori si sono ridotti del 10% lo stipendio, perchè 50.000 euro di risparmio cosi generato sono poca cosa rispetto al bilancio comunale ma permetteranno comunque di erogare 50.000 euro di servizi in più. In tutto ciò lo Stato chiede risparmi ai comuni continuando a decrementare i trasferimenti ma si dimentica sempre di decrementare i suoi, di costi!

Nella commissione bilancio del 5 settembre, però, è stato fornito un dato che mi ha sorpreso.

Si sono spesi 600.000 euro in più del previsto per le elezioni, o meglio, a fronte di una tornata programmata, il dire No all'election day e i conseguenti due week end di votazioni hanno fatto lievitare di 600.000 euro i costi.

Vi sembrano pochi? A me no!



Quindi prepariamoci, perchè se cade il governo dovremo preparare altri 600.000 euro, se passano i referendum altri 600 e via dicendo.

Certo la democrazia è sacrosanta, ma rimango convinto che l'election day è un compromesso da valutare per bene perchè pur mantenendo la democrazia, non fa lievitare i costi!
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