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Valencia città del Bike Sharing. Qualcosa lo possiamo imparare


Era la fine di aprile, Brescia immersa in un freddo polare, i giorni ancora troppo corti per i miei gusti.
Ne avevo approfittato per tornare insieme a Valeria a Valencia, una delle città che amo di più e di cui avevo già parlato in un altro post.

Quello che ci ha colpiti in questa visita, è stata la facilità con cui siamo riusciti ad accedere a Valenbisi (equivalente di Bicimia a Brescia) e al  numero di piste ciclabili che attraversano la città, da prendere carta, penna e telecamerina per bici, per documentare le migliorie che speriamo di veder presto a Brescia e che con grande ritardo pubblico.
Innanzitutto l’accesso al Bike Sharing: niente obbligo di recarsi agli uffici comunali, niente tessera per sempre. Per facilitare turisti e avventurieri si può fare il tutto in una qualsiasi delle 275 postazioni ValenciaBisi fornendo come garanzia la propria carta di Credito.







Ecco che in 5 minuti avevamo entrambi il nostro utile abbonamento settimanale ad un costo di circa 2 euro al giorno.
La seconda osservazione è il numero e la disposizione delle postazioni. Sono ben 275 in una città non tanto più grande di Brescia, ma soprattutto, non sono disposte nè a caso nè seguendo i principali luoghi di interesse, bensì lungo le direttrici delle piste ciclabili esistenti, all’incirca ogni 500 metri.





Inoltre le piste sono continue per interi chilometri, si intersecano fra loro molto spesso e sono tutte in sede propria e sicurissime. Abbiamo voluto documentarlo con un video, velocizzando il più possibile i 40 chilometri percorsi in un giorno per visitare la maggior parte delle attrazioni della città, spiaggia inclusa. L’obiettivo è mostrarvi la continuità del percorso per chilometri, la sicurezza e la quantità di persone e bici che abbiamo incontrato sul percorso.

 

Quello che possiamo sicuramente imparare è che la corretta distribuzione delle stazioni di noleggio e una rete di piste ciclabili sicura e continua ha incentivato notevolmente l’utilizzo del mezzo in tutta li città. La facilità di accesso al servizio, inoltre, fa si che anche la maggioranza dei turisti si avvalga della bici per muoversi facilmente fra le mille attrazioni da visitare.

Altro piccolo particolare: ogni bici è automunita di lucchetto. Come vedete, hanno ricavato uno spazio all’interno del cestello per questo cavo di acciaio saldato alla bici e, un semplice meccanismo di chiusura con chiave estraibile, è stato ricavato nella canna della bici. 




Insomma, non possiamo criticare il nostro Bicimia, primo della classe in Italia, ma si può sempre sperare, anche visti i risultati di utilizzo, di migliorarlo e portarlo ad essere fra i primi posti in Europa.

Grazie a @valeriabalzarini per la compagnia e @temistoclecherubini per il montaggio
Reazioni: 
Ubicazione: Puegnago sul Garda BS, Italia
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