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Una giornata alle gare di cavalli. Ve la racconto!

Solo qualche giorno fa ho avuto l'onore di essere ospitato da alcuni amici per qualche giorno a Londra.

Uno di questi l'ho passato ad Ascot, storica cattedrale inglese delle gare di cavalli.



Devo dire che, il mio battesimo alle gare, è stato davvero sorprendente. Per due ragioni in particolare:

La prima per curiosità; il treno Londra - Ascott (per inciso pulitissimo e con un costo modestissimo), era strabordante di persone. La maggior parte, al contrario di qualunque mia aspettativa, under 30, tutti con abiti formalissimi ed elegantissimi, signore in lungo con affascinanti cappelli sul capo.



Ascot per altro, è uno stadio privato, di nuova costruzione, modernissimo e affascinante, come spero alcune foto possano mostrare. Ai piani bassi la gente comune (qui il costo d'ingresso per niente economico, circa 20 sterline), ai piani alti tutti i balconi privati, per la maggior parte occupati, e, quello regale riservato alla Regina Elisabetta, grande appassionata di cavalli.



La gioranta è lunga, le gare son tante, eppure i ragazzi portano, nonostante i vestisti sfarzosi, tutto il da farsi per un bel pic-nic, stendono nel prato il loro bel asciugamano, bevendo e mangiando in compagnia in attesa della prossima gara. Insomma per molti giovani questo è un modo per trascorrere un sabato pomeriggio in compagnia degli amici scommettendo e divertendosi, e, per molti altri, il luogo dove cuccare (erano abbastanza evidenti le compagnie di maschi in giro alla ricerca della compagnie di sesso opposto).



La seconda ragione per cui sono rimasto colpito, invece, è di natura economica.

L'impegno della mia lista in campagna elettorale contro la ludopatia mi ha fatto vivere da vicino il problema delle slot machine in Italia. Londra, città che non sembra per niente in crisi, per altro, non ha alcuna macchinetta nei locali pubblici, o quanto meno non in modo cosi evidente come in Italia, i Casinò sono liberalizzati ma rari e semi-deserti, per lo più riempiti da turisti. I cavalli sono la loro passione ma in tutto ciò c'è una differenza mostruosa che ho potuto notare e che mi son fatto raccontare.

Dietro le corse dei cavalli c'è un giro d'affari mostruoso, gestori degli stadi e delle scommesse, ma anche fantini, allevatori e allenatori, proprietari e personale annesso. Insomma, due/tre giornate come queste ad Ascot ogni mese permettono al sistema paese Inglese di avere fra addetti diretti e indotto nel lungo periodo di circa 50.000 unità oltre che di far convergere notevoli investimenti anche dall'estero e sopratutto dai paesi arabi. New Market per esempio, è una cittadina famosa per vivere sostanzialmente dell'indotto dei cavalli.



Non che cambi la sostanza della contrarietà alla ludopatia, ma in Inghilterra hanno in questo caso saputo preservare anche gli aspetti occupazionali oltre che quelli della tradizione relativamente a queste gare.

E in Italia? Il settore esisteva ma è stato praticamente lasciato a se stesso. Si è preferito investire sui gratta e vinci, sulle slot machine, sui casinò online disincentivando le gare di cavalli che anche in Italia, davano lavoro a centinaia di persone. Chiamatela se volete, lungimiranza!
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Ubicazione: Puegnago sul Garda BS, Italia
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