benzonifabrizio
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PD, PDL e le inchieste giudiziare. uno strano modo di reagire...


Le inchieste della magistratura che coinvolgono alcuni politici nazionali sono notizie di apertura di tutti i principali media. La reazione dei due principali partiti politici, però, mi lascia quantomeno perplesso.
Credo che il potere politico spesso faccia si che chi detiene il potere, in qualche modo possa essere coinvolto nelle indagini dei magistrati che cercano, come il loro lavoro impone, di fare chiarezza e accertare fatti e dichiarazioni. DA qui ad essere colpevoli, ovviamente, passano tre gradi di giudizio o per lo meno, il rinvio a giudizio.
Credo però che quando si lavora da anni a contatto con delle persone, sia scontato fidarsi ciecamente di loro.

Da un lato capisco quindi la massima solidarietà che gli esponenti del PDL hanno sempre espresso nei confronti dei loro colleghi indagati. Non capisco invece la necessità di istituire leggi ad personam per evitare i processi al presidente Berlusconi, o le votazioni contro le misure cautelari in carcere che fanno pensare che i colleghi credano di più nella loro colpevolezza piuttosto che nella loro innocenza. Sacrosante le misure di stima, ancora più sacrosanta la richiesta di chiarire al più presto la propria posizione davanti alla magistratura, nella speranza che, come succede spesso, si chiariscano gli equivoci con il riesame o comunque con il processo.
D'altrocanto la vicenda Penati mi stupisce ancora di più: il giorno dopo che si è diffusa la notizia che l'ex presidente della Provincia di Milano è indagato per corruzione, dai vertici del proprio partito (PD) non è affatto arrivata solidarietà, nemmeno silenzio, bensì un caos totale di dichiarazioni in cui, dell'innocenza di Penati, proprio non si vede neanche l'ombra.

c'è chi parla di caso morale limitato alla singola persona, chi lo accusa di essere ex.socialista, chi dice che i fatti sono avvenuti quando il PD non esisteva, chi ancora dice che è colpa del PDS e non della Margherita. In tutto ciò le uniche dichiarazioni (le più che logiche secondo me) che si dicono dispiaciute del coinvolgimento di Filippo Penati nelle indagini e che sperano che presto egli potrà chiarire la propria posizione e tornare a fare politica da uomo pulito sono due: quelle di Roberto Formigoni e di Maurizio Lupi (entrambi PDL).

Allora i casi sono tre:
-nel PD sono tutti dei veri "stronzi" pronti a colpire alle spalle i propri compagni appena minimamente indagati o coinvolti nelle indagini
-sono tutti convinti o consapevoli che questi fatti sono reali ed esistenti, e di conseguenza non capisco il perchè di tanti incarichi importanti di Penati nel partito.
-nel PD si fanno solo dichiarazioni per logiche elettorali e quindi, in questo momento, pur esprimento solidarietà in privato e più conveniente smarcarsi da Penati per non perdere voti.
Ognuno dei tre casi mi sembra squallido.
Le reazioni del PDL e PD sono all'estremo, ma tra le due apprezzo l'affetto e la stima dei colleghi del partito delle libertà rispetto a quelle del PD che sembrano un branco di dirigenti gelosi, arrivisti e pronti a tutto (anche ad affossare ex-amici) per ottenere voti e potere.
L'esperienza in Brescia per Passione mi sta insegnando come la politica si faccia anche attraverso il lavoro di gruppo, con tante persone con cui man mano si stringono rapporti di stima reciproca, amicizia e fiducia. Evidentemente non in tutti gli ambienti poltici è cosi.
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